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Il secondo tubo per il San Gottado

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Il secondo tubo per il San Gottado

è indispensabile – il mio deciso sì.

 

Rendiamo questa strada più sicura

A piedi o con i muli, con fatica e paura, è così che si attraversava il San Gottardo in epoca romana. Percorrere il valico non era impresa facile, ma più rapido rispetto ad altri passaggi. Solamente dopo il tredicesimo secolo fu resa una strada lievemente più sicura, grazie alle competenze in ambito tecnico dei Walser, i quali edificarono e progettarono manufatti in grado di migliorarne il transito. Diversi furono gli interventi necessari nell’arco dei secoli per poter rendere il San Gottardo un collegamento più transitabile. Solo nel 1800 fu possibile costruire un’autentica strada percorribile con le carrozze, nei decenni a seguire il viaggio da Milano a Basilea durava circa 50 ore, ma denotato il bisogno di varcare le alpi, questo prezzo in termini di tempo era ben accettato. Oggigiorno i tempi di percorrenza sono cambiati, così come è mutato il traffico sulle strade, ma non è cambiata l’importanza fondamentale attribuita a questo collegamento. Annualmente sull’asse Nord-Sud passano il 60% del totale dei veicoli che attraversano le Alpi svizzere, utilizzando principalmente il traforo del San Gottardo. I mezzi in circolazione e le distanze percorse si sono sviluppate, ma non è migliorata la mobilità. Con più veicoli sulle strade svizzere bisogna accorrere ad un ottimizzazione delle vie di percorrenza, con lo scopo principale di aumentarne e garantire in primis la sicurezza. Le principali cause di incidenti sono legate alla disattenzione ed al mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Per quanto altri fattori umani e personali possano intervenire al momento della guida, è di fondamentale importanza che l’offerta stradale proposta sia il più possibile propensa a evitare che questi atteggiamenti a rischio si sviluppino. La galleria autostradale del San Gottardo è stata al centro più volte di dibattiti concernenti la sicurezza e la prevenzione di incidenti e la problematica del risanamento dell’attuale galleria la rende ancora più attuale. Attualmente il tunnel non presenta una corsia d’emergenza, necessaria nel caso di intervento della polizia, ambulanza e vigili del fuoco. Molti Paesi si stanno occupando del tema della sicurezza stradale, con un particolare occhio di riguardo ad uno dei punti essenziali per una strada sicura: l’accesso a un sistema d’intervento rapido dei soccorsi nel caso di incidente. Il tempo di reazione e di raggiungimento del luogo sono vitali per ridurre la gravità delle eventuali lesioni. Velocità e coordinamento sono dunque due caratteristiche essenziali. Diversi governi e organizzazioni sono interessati a creare una rete stradale che garantisca questo genere di servizio a tutti gli utenti e che sia elargito a tutte le vie di comunicazione. Dal canto suo, l’attuale galleria del San Gottardo non garantisce questo servizio. Unico modo fisicamente auspicabile per poter disporre di una corsia per le emergenze è quello di completare l’iniziale progetto, ovvero costruire un secondo tubo, così com’era stato studiato al tempo dei lavori del primo e odierno unico foro. Non si tratta di sostenere delle idee politiche o di promuovere un settore economico o ancora, di spendere un somma di denaro in un progetto piuttosto che in un altro. Si tratta di sicurezza, di vite che possono essere salvate. Si tratta di prestare attenzione alle persone che non vogliono avere paura di spostarsi sulle strade svizzere. Dalla notte dei tempi si sta cercando di rendere più sicuro questo collegamento. Non fermiamoci ora. Rendiamo questa strada più sicura. Rendiamoci fieri di possedere una delle gallerie più lunghe e serene al mondo e sosteniamo quindi la realizzazione di un secondo tubo senza aumento di capacità di transito.

Marcello Tonini

Candidato PPD al Consiglio Nazionale


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